Archivi tag: associazione

Elios un cavallo per amico

Giorgio Manganelli
Elios un cavallo per amico
Se son certo che il cavallo è il mio destino,
non è impossibile che io stesso appartenga al destino del cavallo.
amico

Questo libro non si rivolge solo agli appassionati di equitazione, ma bensì a tutti coloro che credono nei benefici della relazione tra l’uomo e il cavallo. È da poco conosciuta la terapia per mezzo del cavallo, che riesce là dove la psicologia, non arriva. Un cavallo per conoscere te stesso. L’equitazione, non è uno sport come tutti gli altri. Essa è caratterizzata da una relazione tra due esseri viventi, che comunicano tra loro in maniera completamente differente. Questa, li costringe a un approfondimento della conoscenza di se stessi, e a porsi continuamente in ascolto degli altri. Il cavalcare inteso come metodo di comunicazione, di mettersi in relazione e in ascolto, evita di concentrarsi solo su se stessi. Porta l’individuo ad una notevole apertura della mente e ad un bisogno di relazionarsi, che spesso la vita quotidiana, lo porta a dimenticare.

Colui che s’imbatte nella passione equestre, entra in un mondo straordinario, che lo spinge a confrontarsi con se stesso e con gli altri, stimolandolo a migliorare sempre di più, al fine di superare i propri limiti. Inoltre, vedere il cavallo come un compagno e amico, con il quale condividere successi, tensioni e fallimenti, l’accudirlo e il curarlo, conduce l’uomo verso una crescita morale, tramite l’acquisizione di un senso di responsabilità e altruismo, che nella vita gli torneranno molto spesso utili. Non sono in tanti a saper vivere l’arte del cavalcare con questo spirito. Molti considerano il cavallo come una macchina, la quale, appena non funziona più è da gettare via, per averne in cambio, una più funzionale.
Ringrazio particolarmente l’associazione L’Auriga onlus e gli istruttori federali: Nicoletta Angelini, Lucilla Montanari e Geremia Toia, per avermi insegnato a cavalcare, nel rispetto del cavallo. Spero attraverso questo libro di trasmettere la consapevolezza di quanto sia importante amare e rispettare questi stupendi animali, che ci insegnano e ci danno tanto.

[ Collana “I salici” (narrativa) – Pagine 76 – Euro 8,00 ]

Il cavallo a dondolo

G. G. Marquez
Il cavallo a dondolo
La mancanza di comunicazione con i cavalli ha creato arretratezza nell’umanità. Se un giorno vi rimediassimo potremmo fabbricare il centauro.

Questo libro è rivolto in particolare a coloro che ricordano ancora di aver posseduto un cavallo a dondolo e che oggi, a vario titolo, si occupano di fornire sostegno e aiuto a persone che, spesso per cause assai diverse, presentano un disagio evolutivo.
L’immagine del gioco del cavallo a dondolo riflette con semplicità il sapore antico del rapporto tra uomo e cavallo, nel rispetto della dimensione temporale, scandita dal ritmo rassicurante del dondolio. Il tipico movimento oscillatorio risale certamente ad un processo relativo a premesse biologiche essenziali della specie umana e accompagna l’uomo dalla culla alla sedia a dondolo cavallo appartiene all’immaginario infantile e collettivo sino a diventare, nella sua veste simbolica, veicolo di realizzazione di ideali umani come evocato nel mito dell’eroe. Cavallo e cavaliere: entità eterogenee in grado di stabilire tra loro livelli significativi di reciprocità, su un piano verticale che collega tra loro diversità e uguaglianza. Nel rapporto uomo-cavaliere e animale-cavallo vengono messe in atto modalità comunicative complesse, attraverso un linguaggio prevalentemente corporeo; questo contesto relazionale assume un particolare significato se riferito ad un percorso intrapreso da soggetti il cui ambiente (familiare e/o sociale) sia (o sia stato) carente nell’offrire gli spazi e gli strumenti necessari al raggiungimento del controllo della propria vita pulsionale.
La Terapia per Mezzo del Cavallo (T.M.C.), più conosciuta come Ippoterapia, va qualificandosi come intervento terapeutico-riabilitativo sulla base delle soddisfacenti risposte che ha saputo offrire nel campo dell’assistenza e cura di soggetti disabili: oggi è in discussione il suo riconoscimento da parte del Sistema Sanitario Nazionale.
Il libro nasce dall’idea che approfondire le dinamiche affettivo-relazionali sottese al rapporto uomo-cavallo partendo dal riconoscimento del suo carattere arcaico, possa contribuire ad ampliare la conoscenza ben oltre i rigidi confini in cui è isolato l’handicap. Qui gli autori (Vincenzo Padiglione, Antonella Luccardi, Mario Orlandi, Bino J. Gentili, Nicoletta Angelini, Francesco Montefinese, Roberto Altieri, Alessandra Antonangeli, Rita Fantone e Alessandra Menichetti), di eterogenea formazione, propongono degli spunti teorici relativi all’impiego del cavallo. Il libro “Il cavallo a dondolo” (120 pagine, “Lilith Edizioni”), è in vendita presso il nostro Centro.

dondolo

Una seconda vita

Timo Ameruoso
UNA SECONDA VITA
Alla scoperta di un rapporto consapevole con il cavallo
Edizioni Equitare, Rosia (Siena), 2008

vita

La cosa più difficile nel lavoro con il cavallo è il lavoro su se stessi”: parola di Timo Ameruoso, autore di Una seconda vita (Equitare, 2008). La prima vita di Timo finisce il 19 maggio 1995 quando, a 16 anni, ha un incidente stradale da cui esce con le gambe paralizzate. Per una vita finita, una che comincia: Timo esce dal coma e torna a casa, dove ritrova il suo cavallo da completo, Pascal.
Timo era una promessa dell’equitazione tedesca, prima di quel 19 maggio. E dopo, che cosa gli rimane? Due anni di lavoro a terra prima di tornare in sella a Pascal, due anni in cui Timo si interroga sul suo passato di cavaliere: “Ero stato un cavaliere di successo, eppure (…) devo concludere di essere stato un cavaliere qualunque”. La competizione attira ancora Timo, che si allena per partecipare a una gara: “Avevo ricominciato a montare a cavallo – scrive – e i miei pensieri erano di nuovo proiettati verso i trofei e le vittorie”. Una nuova caduta lo riporta in coma: dopo 10 giorni tra la vita e la morte, anche la consapevolezza di Timo si risveglia con lui: “Ci sono cose molto più: importanti dei successi nei concorsi (…): per colpa di una gara avevo quasi perso la vita, perché l’ambizione di mostrarmi di nuovo a tutti era stata più forte del buonsenso”.
Tutto da rifare, partendo dall’amore per i cavalli, alla ricerca di un rapporto da ricostruire su basi nuove e più profonde. E la necessità di cambiare, di andare avanti, viene a Timo dal trauma, dalla rottura, dalla caduta che lo ha immobilizzato e costretto a pensare a sè e al cavallo, anziché alla gara e al successo
Timo non racconta il riscatto dalla disabilità, ma la risorsa che l’handicap gli ha dato: un punto di vista diverso su stesso. L’incidente e la disabilità sono traumi, certo, ma sono anche occasione e opportunità. Se indietro non si torna, si può andare avanti, con la consapevolezza degli errori passati, senza rimpiangere di averli fatti e senza disperarsi per il trauma che cambia la vita: “L’incidente – scrive Luca Pancalli nella prefazione – ci ha costretti a deviare il percorso, ma solo a deviarlo, non a interromperlo”.

Per acquistare il libro chiedi informazioni a: info@lauriga.it.

Ippoterapia – Istruzioni per l’uso

Nicoletta Angelini – Federica Marino
IPPOTERAPIA – ISTRUZIONI PER L’USO
Il modello delle Attività Equestri Integrate

Uomo e cavallo, una relazione millenaria che negli ultimi decenni ha assunto nuove forme, che dimostrano non solo la piacevolezza delle frequentazioni “umano-equine”, ma anche la loro utilità, quando l’umano è svantaggiato. Il legame profondo tra uomo e cavallo nasce nell’inconscio, cresce nel simbolo, nella storia e nella cultura e trova un senso nuovo nella cosiddetta ippoterapia: termine ormai di moda per una realtà tanto attuale quanto ancora fluida e ricca di interrogativi. Cos’è? A chi è destinata? Perché il cavallo più di altri animali? Come funziona un maneggio? Quali le garanzie minime per le persone e i cavalli coinvolti nell’ippoterapia? E soprattutto: funziona? In che modo? Perché? La risposta è: sì, funziona, grazie a un semplice ingrediente che è forse possibile rintracciare in queste Istruzioni per l’uso. Tutto in una parola, “relazione”, un concetto qui illustrato da diversi punti di vista, per un approccio globale alla questione, volutamente poliedrico: etologia, psicoanalisi, benessere animale e aspetti gestionali del settore riabilitativo. Una visione “olistica” per una realtà complessa, che prende forma e senso solo nell’integrazione dei più diversi punti di vista.

Questo volume raccoglie le riflessioni e i risultati dell’esperienza più che decennale dell’associazione L’Auriga Onlus. Nata nel 1993 per “favorire, diffondere e praticare tutte le attività al cui centro si ponga in qualsiasi modo il rapporto tra l’uomo e il cavallo”, L’Auriga ha dato vita a un Centro di Attività Equestri Integrate ® in cui si applica quanto qui illustrato, nel rispetto del benessere umano e animale. Colleghi e coterapeuti, uomo e cavallo sono infatti individui diversi ma dotati di pari diritti e dignità e l’uguaglianza nella diversità è alla base delle attività de L’Auriga: una scelta fondante, imprescindibile, faticosa.

[ Edizioni Equitare ]

L’Auriga torna a Fiera Cavalli

E’ ormai una consuetudine, e così anche quest’anno L’Auriga va in trasferta a Verona, per la 116esima edizione di Fiera Cavalli.
Un appuntamento importante per gli appassionati e per gli operatori del mondo equestre, oltre che un’occasione per “annusare” quello che c’è di nuovo e di buono nel panorama cavalloso.
E poi c’è HorsEmotions! Arrivato alla sesta edizione, il premio nasce in Casa Fise come segnale di attenzione al rapporto tra Uomo e Cavallo, nello sforzo di evidenziare l’importanza della relazione alla base di quello che non può essere considerato uno sport “come tutti gli altri”, visto che coinvolge due atleti di specie diversa che devono collaborare e prima ancora conoscersi, comprendersi e comunicare.

I ragazzi de L’Auriga partecipano anche quest’anno con disegni, racconti e fotografie: tanti modi di raccontare il “loro” cavallo e di raccontarsi: venerdì 7 novembre in Sala Puccini dalle 14, ci sonole premiazioni a sorpresa.
Stesso giorno, stesso posto, per un’altra iniziativa che ci vede coinvolti: HorsEmotions si conclude infatti con la presentazione fuori concorso di un libro fresco di stampa, che sentiamo vicino per molti motivi .
Edito da Eraclea, “Rey – Il cavallo che visse due volte” è la storia di un galoppatore, del suo proprietario e della donna che guardando oltre le orecchie basse ha saputo vederne l’anima e gli ha regalato una seconda vita.
Abbiamo conosciuto quel cavallo, e quella donna che ha visto oltre le apparenze è Barbara Morani: ci ha lasciato fisicamente, ma è sempre nei nostri pensieri come amica, come mamma e come maestra equestre e di vita.
Affidato a L’Auriga dal proprietario (che è poi Rinaldo Boccardelli, autore del libro…!), – Rey è arrivato nella scuderia di Barbara, dove continua la sua seconda vita grazie alla famiglia e ai ragazzi del “Sagittario”.
Introduce il libro Maria Lucia Galli , con l’autore e altri testimoni di una storia in cui “personaggi e cavalli (…) sono tutti reali e tutti i fatti raccontati sono realmente accaduti (anche se a volte non sembra vero)”.
Supporta l’iniziativa la biblioteca equestre itinerante Cavalli da Leggere, nata da un’idea aurighiana e realizzata con il supporto di ASI e dell’editore specializzato Equitare.